Scizeri de Fiem Schützenkompanie Fleimstal
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Giacomo Regensburger

La Val di Fiemme è patria di numerosi personaggi che hanno dato vita nel tempo a movimenti di autodeterminazione. Ma spesso si dimentica che tutto questo parte dal concetto di un rispetto profondo per la propria cultura ed il territorio in cui si vive. 
Dall'esterno spesso accade di essere visti come "bigotti montanari" ma la verità è che la capacità della nostra gente supera di gran lunga coloro che sottovalutano e denigrano il nostro carattere tipico tirolese basato su principi e valori di cooperazione e collaborazione: da noi nasce il concetto di associazione, gruppo volto alla tutela di un proprio bene materiale e spirituale.

CENNI STORICI

Giacomo Regensburger nasce a Predazzo il 13 dicembre 1864. La formazione giovanile in un ambiente tipicamente tirolese lo porterà a maturare col tempo l'idea di una comunità territoriale forte, molto probabilmente incentivata anche dal fatto di appartenere alla Magnifica Comunità di Fiemme dove il concetto di collaborazione tra le persone viene in primis. 

La vocazione sacerdotale lo porta a Trento a svolgere gli studi presso il seminario arrivando a prendere i voti come sacerdote il 29 dicembre 1889. Venne mandato inizialmente tra varie parrocchie della diocesi di Trento.

Dal 1921 al 1946 fu arciprete decano di Pergine e canonico onorario della Cattedrale di Trento. 

Negli ultimi due anni venne mandato nella parrocchia di Canale di Pergine.
 

Presidente della Federazione Trentina dei Consorzi Cooperativi dal 1922 al 1926 portò il concetto di aggregazione e cooperazione nelle comunità di lingua italiana avviando questo processo inizialmente attraverso le parrocchie di Marco di Rovereto e Storo. Le parrocchie erano il fondamento dell’aggregazione e consentiva di aprire le porte della cooperazione tra individui appartenenti ad una stessa comunità. Il fascismo però pose un freno a questo costringendo il Regensburger ad abbandonare la carica.

 

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, Monsignor Regensburger divenne uno dei promotori del Associazione Studi Autonomistici Regionali - ASAR, movimento popolare che nell’ agosto 1945 avviò l’autodeterminazione del Trentino - Alto Adige.

Gli asarini furono coloro che spinsero all’ottenimento del primo “statuto speciale” per l’autonomia. Il 5 settembre 1946 venne firmato l’ “Accordo Degasperi – Gruber” (Accordi di Parigi) e pochi mesi dopo avvenne la conversione dell’ASAR da associazione e movimento a Partito Popolare Trentino Tirolese - PPTT.

 

Si spense a Canale di Pergine il 4 luglio 1948.

 

Della sua intensa vita rivolta ala comunità sia per l’impegno spirituale che materiale nel fornire sostentamento attraverso la cooperazione vengono ancora oggi ricordate le memorie.

 

A cura di Fabrizio Ciresa 
e Weber Rodolfo

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