Scizeri de Fiem Schützenkompanie Fleimstal
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La strana storia dell’albero pasquale

“L'usanza tedesca dell’albero pasquale..” cosa da sfatare!

Il concetto di tradizione tedesca è stata attribuita in quanto in Italia non era diffusa fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ma perché?

Il Cristianesimo ha trovato modo di appropriarsi solo di recente di questo particolare simbolo pasquale dando un significato profondo alla sua natura: L’Albero della Vita.

Ap 22:1-2; 2:7
8 Dio il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato.
9 Dio il Signore fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.

L’usanza di decorare gli alberi in fiore a Pasqua con nastri aveva avuto inizio a metà ottocento quando fotografie ed influenze orientali avevano avuto il via libera nel grande complesso della globalizzazione. Dal Giappone e dalla Cina arrivavano foto, racconti e notizie di alberi decorati a festa nei giorni più sacri. Alcuni amanti dell’esotico avevano copiato questa usanza ma con scarsa influenza perché prettamente legato a culture dall’altro capo del mondo.

Il vero boom avvenne per una storia molto più particolare e profonda, legata in modo stretto al popolo dell’Impero Austroungarico e dell’Impero Germanico.


Durante gli scontri in Galizia contro i russi molti soldati di entrambi gli schieramenti vennero fatti prigionieri e deportati nei vari campi di lavoro sparsi in tutto L’Impero Russo. Nel momento in cui la guerra ebbe fine si decise attraverso accordi internazionali di trasferire questi prigionieri di guerra in parte con i piroscafi da San Pietroburgo ed in parte mandandoli attraverso la linea della transiberiana in Cina. Questo Paese a sua volta si sarebbe interessato di farli rimpatriare dai loro porti del sud. quando i porti di San Pietroburgo vennero chiusi per via del mare gelato si decise di farli trasferire tutti per via terra facendogli fare il giro del mondo.

In Cina ebbero modo di vedere le usanze e la cultura di un popolo che sarebbe stato a dir poco irraggiungibile per loro in quel periodo dato che la globalizzazione ed il viaggio oltre oceano erano vere e proprie avventure a rischio e pericolo della vita. La Festa di Primavera o Capodanno Cinese e la tradizionale Festa dei Ciliegi (diffusa in tutto il sud est asiatico all’epoca) avevano portato una spinta di positività nei soldati vedendo gli alberi adorni di lanterne, nastri e decori vari: si dice che ispirati da questo per Pasqua realizzarono degli alberi con appese delle uova decorate, simbolo scambiato invece fortemente in Europa proveniente dalla cultura cristiana.
Tornati solo nel 1920/21 a casa poterono in qualche modo esprimere negli anni successivi quella tradizionale usanza che avevano avviato nella lontana Cina. Per Pasqua divenne usanza ed abitudine realizzare questi alberi fioriti con appese delle uova, oppure rami contorti a ricordare quei bonsai che in quei lontani giorni avevano adornato.

Per molti anni questo rimase solo una storia, un racconto di guerra ormai chiuso in un cassetto. Qualche anno fa parlando con dei turisti del sud est asiatico, arrivati in casa per passare qualche giorno di vacanza, fermandosi a fotografare gli alberi pasquali dissero che questa usanza era in voga anche da loro e che era stata importata dai tedeschi nel periodo della prima guerra mondiale.
Non potendo ricostruire con certezza le storie dei nostri soldati e quella della diffusione reale di questa usanza In Europa e Cina ho voluto immaginare che la storia sentita molti anni fa fosse vera e confermata da questa testimonianza di un'altra cultura lontana.
L’Albero della Vita è diventato un pretesto per poter mettere a tacere quelle voci che i soldati di mezza Europa avevano fraternizzato con i popoli dall’altra parte del mondo mentre qua incombevano ancora scontri e divisioni, tensioni e lotte per i nazionalismi estremi e la costruzione frenetica della macchina propagandistica che avrebbe portato alla Seconda Guerra Mondiale.

Una storia strana, curiosa, forse al limite tra leggenda e verità ma che dimostra forse perché questa usanza dell’albero pasquale la si possa trovare in tutti i paesi dell’Europa Centrale a cui apparteniamo anche noi e nella lontana Cina. 

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